Pendolo della coscienza

L’inestricabile alleanza e la mutua ispirazione tra arte, scienza e mistica sono definite dall’immagine del pendolo dello scienziato israeliano Itzhak Bentov, dalla sua teoria della continuità del Big Bang generatore dell’universo e della meccanica di una coscienza che oscilla tra concentrazione ed espansione, tra visibile e invisibile, nei segreti del cosmo.
L’immaginazione è importante, è essenziale anche (ma non solo) nella ricerca scientifica altrimenti si riproducono le cose che già esistono. I matematici, quando devono enunciare un teorema, devono capire l’enunciato prima che sia dimostrato. Feynman, il grande fisico, quando si confrontava con i matematici, riusciva a capire le loro formule in un solo modo. Traduceva progressivamente quelle formule in un oggetto e più l’oggetto era verosimigliante, più diventava un’autentica metafora delle formule matematiche.

Credo che in modo analogo funzioni la ricerca espressiva e artistica, una ricerca delineata come “fuoco interiore”, un pendolo che traccia segni su carta antica, mosso dall’immaginazione che elabora i dati provenienti da “certi domini estremi della coscienza”, per sua stessa definizione.

Incandescenze

“INCANDESCENZE” – 2019 – Gianluca Pontalto –

“Lontano su nebbiosi mari gelati in antri oscuri e desolati.
Partir dobbiamo, l’alba scordiamo, per ritrovare i fuochi incantati.
Ruggenti dune sulle vette dei venti spengono il pianto nella notte.
Il fuoco ardeva fiamme spargeva, alberi accesi torce di luce”.

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Terraforming – Pollock action painting in versione sciamanica

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In questo ciclo ho voluto sperimentare la tecnica dell’action painting, accentuando la ritualità sciamanica di questo gesto pittorico.

L’action painting, in italiano pittura d’azione, è uno stile di pittura dove il colore viene lanciato sul quadro o fatto gocciolare spontaneamente, invece che applicato con metodo gestuale mirato sopra la tela come può avvennire con l’arte figurativa. Questo stile si diffuse negli anni quaranta e sessanta, ed è strettamente associato con l’espressionismo astratto. Uno tra i maggiori esponenti di spicco, fu il pittore Jackson Pollock che dipingeva facendo colare dall’alto vernici e colori su quadri e tele di grandi dimensioni attraverso la tecnica pittorica del dripping. Egli abolì il quadro col cavalletto ed in generale l’elaborazione statica del dipinto appeso in verticale. Pollock disse che, stendendo la tela a terra, veniva meglio girarvi intorno e ci si sentiva parte integrante del quadro. Nel corso della sua sperimentazione egli fece alcuni studi sulle tradizioni degli indiani nativi americani e si accorse che le preghiere rivolte agli “Dei”, avvenivano mediante ripetuti giri degli indiani attorno al fuoco durante uno stato di trance o semicoscienza.

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Da questa esperienza Pollock associò la tela al focolare, ed il pittore allo sciamano. Questo connubio trasmetterà ai futuri dipinti tutta la sua più intima interiorità, grazie appunto ad una accurata e spirituale evasione dalla realtà. Questa attività spontanea del pittore, è denominata dripping. Il pittore lascia gocciolare il colore sulle tele, spesso semplicemente danzandoci intorno, facendo cadere il colore dove il subconscio mentale vuole. In questo modo la parte inconscia della psiche si imprime sulla tela. Nei dipinti di Jackson Pollok possiamo spesso trovare anche mozziconi di sigarette. Quando creava i suoi dipinti, permetteva a sé stesso di cadere in uno stato di trance nel quale nessun atto conscio doveva manifestarsi; così se aveva l’impulso istintivo di gettare la sigaretta a terra, lo faceva, sia che davanti ai suoi piedi ci fosse un marciapiede, sia anche una tela. L’action painting in definitiva funziona quando l’artista entra in contatto con la tela mediante un processo involontario.

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L’io dell’artista va a riversarsi completamente sopra il quadro, ed è il quadro stesso che comanda, come il fuoco in un rito sciamanico.

L’action painting in conclusione non mostra né esprime una realtà oggettiva o soggettiva, ma libera una tensione che in grande quantità si è accumulata nell’artista. È azione non ideata e non progettata nei modi di esecuzione e negli effetti finali. Essa esprime il malessere dell’artista in una società del benessere dove tutto è progettato; è una reazione violenta dell’artista-intellettuale contro l’artista-tecnico.

“Quando sono “dentro” i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di “presa di coscienza” mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti o di rovinare l’immagine, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco solo di farla uscire”. 

BIG SHOT

Uu baby hey hey
I’ve looking for you
Got my feeling like aaa with all that you do
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‘leave your hands down down
Don’t you get gone
I’m a shit ‘ with a big shot
Cause ‘aint done
‘ like a young gun
I give you reasons for please me ‘
Get your’party all night
Big shot
Big shot
Lank your breath in me
Be all you can be
Rock my one last shot
.your gun poop poop

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Spread that love inside
‘till I bount back
‘till I bount back
‘till I bount back

Don’t say it where your come from
You’re so hot
Turn the lights off show me what you’re working with
Reason for all that give me what you wanna give
Big shot big shot

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Irraggiamenti senza confine

Un suono discende da molto lontano
Assenza di tempo e di spazio
Nulla si crea, tutto si trasforma
La luce sta nell’essere luminosi
Irraggia il cosmo intero
Cittadini del mondo
Cercano una terra senza confine
La vita non finisce
È come il sogno
La nascita è come il risveglio
Finché non saremo liberi
Torneremo ancora
Ancora e ancora

Be a Different Man!

La tirannia dell’effimero piega l’uomo moderno.

(“Be a different man!” – 2018 – Watercolors on paper – Gianluca Pontalto)

be a different man

L’uomo moderno passa la sua vita in attesa. In attesa di qualcosa che deve
venire, di una gratificazione finale, di un traguardo da raggiungere. Una meta che
prima o poi si raggiungerà, il premio finale a tanti anni di sacrifici e sofferenze.
E’ di uso comune dire “non mollare mai”, “tieni duro”, “chi la dura la vince”… ma
in realtà questo risultato non arriva mai. La vita parrebbe, così impostata, essere
solo un’attesa. In realtà siamo vittime di un ritardo cronico della gratificazione,
una procrastinazione infinita per avere un premio che non arriva mai. Così
siamo ridotti. Si nasce, si cresce, si studia, si lavora, si fatica a sposarsi a
prendere casa e a tirare su i figli, perché tanto poi arriverà quel momento della
gratificazione. In realtà, non arriverà mai. Se il traguardo è la pensione, si muore
presto di cancro o altre malattie contemporanee. Una volta si moriva di febbre a
trent’anni, oggi i progressi della scienza medica sono vanificati dalle
stratificazioni dei meccanismi della procrastinazione della gratificazione voluti
dall’era moderna. L’uomo non è fatto per attendere, per lavorare invece che
consumare, per risparmiare invece che spendere, per investire anziché
distribuire. L’uomo è fatto per ricevere gratificazioni, non per attenderle
all’infinito lavorando tutta la vita. L’uomo è un immenso campo di possibilità,
non solo l’esserino prima schiavo dell’era industriale e oggi schiavo del lavoro
alla scrivania col computer e schiavo dei social.

La tirannia dell’effimero piega l’uomo moderno.

(“Be a Different Man” Project – november 2018)

La Corrente Profonda

LA CORRENTE PROFONDA

corrente profonda

 

Una piatta distesa sferzata dal vento feroce

solleva le sue sabbie sino a smuovere le montagne antiche e dure.

 

Il taglio della luce si spezza contro zone più alte delle dune,

disturbate nella loro quiete dalle forze contrarie al bene profondo.

 

La scintilla del vulcano spezza le arie e le loro increspature,

quando il pensiero dentro di me si innalza come lo sguardo al cielo,

a difendermi dalle forze avverse,

sino a ricadere infuocato sul tappeto di muschio, in un tonfo profondo e silente,

riportando in me la quiete dopo le polveri dense e oscure.

 

Cosa crede di trovare un uomo sveglio dentro le sue valige,

se non l’accumulo delle tempeste del suo tempo mortale,

che si sono abbattute sui rami ormai spogli della sua anima.

 

La muta sofferenza che ti ha reso cieco ed incapace di sollevare lo sguardo oltre,

per cercare la linea sottile tra il bene e il male,

ti invita al silenzio sino a chiuderti la bocca per sempre.

 

Un tormento gentile e insistente come l’onda del mare,

mi scuote le viscere e mi tende i nervi,

sino a spazzare via la coscienza e il senno,

in attesa di quella carezza invisibile che alla fine della strada, silenziosa, arriverà per tutti.

Così svaniscono le forze contrarie, in modo primordiale,

illuminate dalla colonna di fuoco che arde nella eterna ricerca dell’esistenza.

 

Un aiuto chiaro,

oltre le nubi che si stemperano sempre dopo un temporale,

per non sprecare il tempo che ci rimane,

in questo percorso incerto e a tratti ispirato,

ma spesso illusorio e privo di sostanza,

può solo arrivare lontano dagli inganni,

seguendo la corrente profonda della vita,

nell’esatto momento in cui decidi di fermarti,

immobile, a meditare.

Canarias Aquarelas

Da un lato la visione futuristica dell’uomo nello spazio, dall’altro il ritorno ad un passato dove l’industrializzazione non ha preso il sopravvento.

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Doppia visione, di solitudine e pulizia interiore, in un mondo dove tutti si affannano a produrre denari e ricchezze mirabolanti, in realtà resta solo la crudezza della polvere, eterna sull’effimero. L’affanno del lavoro fine a se stesso, della perfezione estetica e dell’illusione di poterci riuscire sempre, la smania di resistere a tutti i costi, anche contro le forze della natura, senza rendersi conto che sono imbattibili. Questa è la follia moderna.

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Davanti a tanta grandezza, il genere umano può solo riporre le sue povere armi, e fermarsi ad osservare privo di ossessioni. La natura, nel suo scorrere imperturbabile, tutto supera, e l’uomo può essere solo testimone di questo processo indipendente.

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“L’illusione suprema dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare… ma nessuno fa niente. Tutto accade.” GEORGE IVANOVITCH GURDJIEFF