Be a Different Man!

La tirannia dell’effimero piega l’uomo moderno.

(“Be a different man!” – 2018 – Watercolors on paper – Gianluca Pontalto)

be a different man

L’uomo moderno passa la sua vita in attesa. In attesa di qualcosa che deve
venire, di una gratificazione finale, di un traguardo da raggiungere. Una meta che
prima o poi si raggiungerà, il premio finale a tanti anni di sacrifici e sofferenze.
E’ di uso comune dire “non mollare mai”, “tieni duro”, “chi la dura la vince”… ma
in realtà questo risultato non arriva mai. La vita parrebbe, così impostata, essere
solo un’attesa. In realtà siamo vittime di un ritardo cronico della gratificazione,
una procrastinazione infinita per avere un premio che non arriva mai. Così
siamo ridotti. Si nasce, si cresce, si studia, si lavora, si fatica a sposarsi a
prendere casa e a tirare su i figli, perché tanto poi arriverà quel momento della
gratificazione. In realtà, non arriverà mai. Se il traguardo è la pensione, si muore
presto di cancro o altre malattie contemporanee. Una volta si moriva di febbre a
trent’anni, oggi i progressi della scienza medica sono vanificati dalle
stratificazioni dei meccanismi della procrastinazione della gratificazione voluti
dall’era moderna. L’uomo non è fatto per attendere, per lavorare invece che
consumare, per risparmiare invece che spendere, per investire anziché
distribuire. L’uomo è fatto per ricevere gratificazioni, non per attenderle
all’infinito lavorando tutta la vita. L’uomo è un immenso campo di possibilità,
non solo l’esserino prima schiavo dell’era industriale e oggi schiavo del lavoro
alla scrivania col computer e schiavo dei social.

La tirannia dell’effimero piega l’uomo moderno.

(“Be a Different Man” Project – november 2018)

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La Corrente Profonda

LA CORRENTE PROFONDA

corrente profonda

 

Una piatta distesa sferzata dal vento feroce

solleva le sue sabbie sino a smuovere le montagne antiche e dure.

 

Il taglio della luce si spezza contro zone più alte delle dune,

disturbate nella loro quiete dalle forze contrarie al bene profondo.

 

La scintilla del vulcano spezza le arie e le loro increspature,

quando il pensiero dentro di me si innalza come lo sguardo al cielo,

a difendermi dalle forze avverse,

sino a ricadere infuocato sul tappeto di muschio, in un tonfo profondo e silente,

riportando in me la quiete dopo le polveri dense e oscure.

 

Cosa crede di trovare un uomo sveglio dentro le sue valige,

se non l’accumulo delle tempeste del suo tempo mortale,

che si sono abbattute sui rami ormai spogli della sua anima.

 

La muta sofferenza che ti ha reso cieco ed incapace di sollevare lo sguardo oltre,

per cercare la linea sottile tra il bene e il male,

ti invita al silenzio sino a chiuderti la bocca per sempre.

 

Un tormento gentile e insistente come l’onda del mare,

mi scuote le viscere e mi tende i nervi,

sino a spazzare via la coscienza e il senno,

in attesa di quella carezza invisibile che alla fine della strada, silenziosa, arriverà per tutti.

Così svaniscono le forze contrarie, in modo primordiale,

illuminate dalla colonna di fuoco che arde nella eterna ricerca dell’esistenza.

 

Un aiuto chiaro,

oltre le nubi che si stemperano sempre dopo un temporale,

per non sprecare il tempo che ci rimane,

in questo percorso incerto e a tratti ispirato,

ma spesso illusorio e privo di sostanza,

può solo arrivare lontano dagli inganni,

seguendo la corrente profonda della vita,

nell’esatto momento in cui decidi di fermarti,

immobile, a meditare.

Canarias Aquarelas

Da un lato la visione futuristica dell’uomo nello spazio, dall’altro il ritorno ad un passato dove l’industrializzazione non ha preso il sopravvento.

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Doppia visione, di solitudine e pulizia interiore, in un mondo dove tutti si affannano a produrre denari e ricchezze mirabolanti, in realtà resta solo la crudezza della polvere, eterna sull’effimero. L’affanno del lavoro fine a se stesso, della perfezione estetica e dell’illusione di poterci riuscire sempre, la smania di resistere a tutti i costi, anche contro le forze della natura, senza rendersi conto che sono imbattibili. Questa è la follia moderna.

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Davanti a tanta grandezza, il genere umano può solo riporre le sue povere armi, e fermarsi ad osservare privo di ossessioni. La natura, nel suo scorrere imperturbabile, tutto supera, e l’uomo può essere solo testimone di questo processo indipendente.

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“L’illusione suprema dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare… ma nessuno fa niente. Tutto accade.” GEORGE IVANOVITCH GURDJIEFF

FAI DEI TUOI OCCHI

“..portami lontano sulle onde..” F- Battiato

Questo dipinto nasce dalla forza della natura, dal blu del cielo e dal verde vescica del mare mescolato al bianco della schiuma delle onde. Non ci sono confini o profumi, quando si guarda il cielo e si ascolta il mare.

ACRILICO SU TELA – 50X70 – Collezione Privata Roma – €. 650,00marveschica2 mar vescica

fai dei tuoi occhi

che guardino per sempre

ti incontro qui

come me

prima senti il rumore

del mondo lontano che

come un gridolino

vola verso le ali dell’aereo

io sono attraverso l’altro mondo

del loro luogo comune

e ho supposto di sentire di più

senza il pregiudizio

fai del tuo sorriso

che si spieghi per sempre

ti siedi qui

accanto a me

nei colori e nelle forme

nei suoni nella mia testa

ho dimenticato chi sono

quando fendo l’aria da qui.

io sono di te il finestrino

della parte più piccola e felice e

si, dimentico proprio tutto per sempre.

Progetto “LAVA1000” per Ellin Selae

“I Vulcani, come mezzi di annientamento di massa, potrebbero corrispondere al ritorno in grande stile del valore al posto dell’essere”.

lava1000“Il progetto nasce dall’osservazione dei muri di pietra lavica, delle colate a mare di roccia fusa stratificata nei secoli, smossa da una forza primordiale che giace e sobbolle dentro ognuno di noi.

Come erutta il vulcano, così sgorga nel profondo dell’uomo e sale il suo bisogno forte di luce e verità, come un fuso viscoso ad alta temperatura e fortissima pressione.

Un giorno ho camminato dentro un cratere sopito di un vulcano: ciò che è avvenuto in quel luogo, la concentrazione di energia che si è scatenata in quegli spazi è solo la minima parte della potenza della natura e della grandezza del cosmo che ci pervade.

Il rosso del magma, il giallo della ginestra, l’arancio della fiamma e il nero dell’oscurità sono i colori di questo evento d’arte, che si esplicita attraverso un gesto di azione unico e unidirezionale.

Il progetto è in opposizione alla scaltrezza dell’arte concettuale: qui comandano solo la materia, il gesto e l’energia, ovvero la fisica pura contro l’artifizio di mercato. Ho vissuto questo gesto d’arte come momento di contrasto alla sopraffazione dell’avere sull’essere: ho compiuto un gesto liberatorio, potente e al contempo delicato, in una condizione di assoluta libertà e ampia leggerezza di spirito, affinchè la forza del moto diventasse per sempre espressione dell’animo”.

 Queste sono state le fasi della performance: preliminarmente, l’artista ha disposto sulle pietre del greto del fiume (come se si trattasse di una sciara) pannelli di carta riciclata non sbiancata, già riempita di parole e di significato.

Una storia è stata scritta a mano dall’artista e riportata litograficamente sul supporto cartaceo: essa si compone di quattro diversi pannelli che, uniti tra loro in formato A4, la rendono interamente leggibile. Viceversa, ogni singola opera riporta solo un frammento non intellegibile di essa. Pertanto, se si vuole leggere l’intera storia, è necessario trovare e mettere insieme 4 opere diverse tra loro per ricomporla e leggerla.

Successivamente, l’artista ha schizzato e steso il colore primordiale intorno, a base di terre e componenti naturali, in mescola con le sabbie e l’acqua del fiume, compiendo il gesto rituale che ricorda quello dell’eruzione vulcanica, creando una esplosione di lapilli di luce infuocata, che sono ricaduti sul supporto cartaceo.

Il risultato è la composizione di mille opere tutte diverse tra loro, ma connesse da un unico gesto ed un unico momento eruttivo irripetibile.

La diffusione delle opere tramite la rivista Ellin Selae (www.ellinselae.it) ne permetterà la diffusione in tutto il mondo, andando singolarmente a contaminare librerie e scaffali di ogni abbonato o acquirente del volumetto.

La performance si è tenuta presso la pietraia del fiume Orco di San Benigno Canavese, frazione Cascina Bruciata, in data 2 agosto 2014.

Il momento è stato fotografato in alta definizione dal fotografo d’arte Andrea Libertino, con supporto Canon IOS.

Live Performance “L’Altrove Perfetto”

Durante Paratissima2014, si è tenuta una performance dal vivo con le attrici Monica Romanesco e Federica Basso. Un momento di comunicazione teatrale e visiva, durante il quale Gianluca Pontalto ha completato l’opera installando un secondo orizzonte, una seconda veduta gemella e speculare dell’opera rappresentata. Ecco il link su YouTube del video realizzato da Andrea Libertino:

PARATISSIMA10 – 2014 – “L’Altrove Perfetto” prende forma

IMG_2112 - Versione 2E’ iniziato l’allestimento di PARATISSIMA10 – 2014 a Torino Espozioni, dove Gianluca Pontalto espone l’opera “L’Altrui Perfetto”, ovvero un’unica linea di orizzonte dell’oceano, ottenuta accostando una serie di mattonelle, realizzate partendo dalle fotografie di Andrea Libertino scattate nell’isola di Fuerteventura. “E’ stato un momento particolare, quello in cui vengono assemblate le mattonelle, sulle quali ho realizzato interventi pittorici digitali. Esiste un luogo nella mente di ognuno di noi, dove possiamo provare ad essere completi e imperfetti allo stesso tempo, ma in uno stato di quiete e tranquillità spirituali che avvicinano la nostra anima ad una esperienza semplicemente mistica”. L’opera si trova al padiglione A1, appena entrati all’ingresso principale sulla destra, dopo le due pareti verdi. Sabato 8 novembre, alle ore 18, l’artista terrà una performance inaugurale davanti all’opera, alla fine della quale sarà possibile acquistare le mattonelle dell’Altrove Perfetto.

“L’ALTROVE PERFETTO”, quando la linea d’ombra si fa luce

altrove perfetto 1

TORINO – Sarà presentata ufficialmente sabato 8 novembre alle ore 18 presso Paratissima10 la nuova opera dell’artista Gianluca Pontalto, “L’ALTROVE PERFETTO”.

Si tratta di una installazione composta da trenta mattonelle basiche a stampa su forex, con correzioni digitali e interventi pittorici, che rappresentano la linea di orizzonte dell’oceano atlantico, fotografata in diversi momenti e location dell’isola di Fuerteventura, in Spagna.

Il materiale fotografico di partenza per la realizzazione dell’opera è stato raccolto dal fotografo d’arte Andrea Libertino, con una digitale CANON EOS 600D/18-200, attraverso scatti realizzati nel corso dell’intero anno 2014, che ritraggono diverse stagioni e situazioni climatiche dell’isola primordiale.

Gianluca Pontalto è intervenuto artisticamente sulle fotografie, attraverso strumenti digitali, per alterare la grana, la luce e le esposizioni degli scatti, rielaborando le immagini e mettendole a nudo nella loro disarmante potenza. La natura è il focus, la forza principale, il motore della semplicità del mondo; essa dimostra come d’improvviso diventa del tutto inutile l’attività umana sul pianeta: “Siamo spazzatura biologica, devastatori armati di tecnologia grezza, inutili batteri del sistema neurovegetativo del cosmo: alla fine la natura si riprende il suo primato sul mondo, riportandoci alla polvere”.

La ricerca pertanto della verità, attraverso l’abbattimento delle barriere del pregiudizio, la consapevolezza che solo il naturale può –anche attraverso il mare e la sua potenza- restituire un senso all’esistenza dell’uomo, devono essere i presupposti di un nuovo atteggiamento verso l’esperienza empirica del vivere, per superare questi tempi di forti mutamenti e di grandi vuoti culturali e spirituali.

Proprio in questa dimensione, ovvero di “altrove perfetto”, è possibile riconciliare se stessi scegliendo di seguire la linea di orizzonte dell’oceano, perfettamente infinita e assoluta, quale unica via percorribile per assolvere la propria ricerca di verità: quando la linea d’ombra si fa luce.

“Sono siderali le distanze tra questo delirio che si è costretti a vivere quotidianamente e la realtà di una vita fatta di acqua, roccia e un giardino sferzato dalla brezza del mare. E al di sopra di tutto ciò esiste la luce, la scintilla dentro le nostre menti, che raramente trova la forza di scatenare il fuoco, ma quando ciò avviene, si smette definitivamente di mentire a se stessi e si comincia a vivere per davvero”.

SCHEDA OPERA: stampa su forex, correzioni digitali, interventi pittorici;

LUOGO: Paratissima10 – 5/9 novembre 2014 – Torino Esposizioni, C.so Massimo d’Azeglio

VERNICE: 8 novembre 2014 ore 18.00 a PARATISSIMA-10http://www.paratissima.it

Gianluca Pontalto alla 10ma edizione di PARATISSIMA 2014

paratissima-2014Paratissima è un evento artistico giunto alla decima edizione, nato come manifestazione off di Artissima e diventato in poco tempo una delle iniziative di punta del programma Contemporary Art di Torino. Paratissima non è solo esposizione artistica ma un momento di festa collettivo che coinvolge musica e programmi speciali, creando così un’alternativa opportunità di incontro e ritrovo nella comunità. La vision di Paratissima è sostenere la creatività in tutte le sue forme mettendo a sua disposizione una vetrina qualificante.

Gianluca Pontalto partecipa con un nuovo progetto ancora inedito. I dettagli alla vernice. Dal 5 al 9 novembre 2014 Torino Esposizioni.