Terraforming – Pollock action painting in versione sciamanica

75521969_10216917314238555_3831714309591793664_n

In questo ciclo ho voluto sperimentare la tecnica dell’action painting, accentuando la ritualità sciamanica di questo gesto pittorico.

L’action painting, in italiano pittura d’azione, è uno stile di pittura dove il colore viene lanciato sul quadro o fatto gocciolare spontaneamente, invece che applicato con metodo gestuale mirato sopra la tela come può avvennire con l’arte figurativa. Questo stile si diffuse negli anni quaranta e sessanta, ed è strettamente associato con l’espressionismo astratto. Uno tra i maggiori esponenti di spicco, fu il pittore Jackson Pollock che dipingeva facendo colare dall’alto vernici e colori su quadri e tele di grandi dimensioni attraverso la tecnica pittorica del dripping. Egli abolì il quadro col cavalletto ed in generale l’elaborazione statica del dipinto appeso in verticale. Pollock disse che, stendendo la tela a terra, veniva meglio girarvi intorno e ci si sentiva parte integrante del quadro. Nel corso della sua sperimentazione egli fece alcuni studi sulle tradizioni degli indiani nativi americani e si accorse che le preghiere rivolte agli “Dei”, avvenivano mediante ripetuti giri degli indiani attorno al fuoco durante uno stato di trance o semicoscienza.

75640753_10216923447831891_1459919229984702464_o

Da questa esperienza Pollock associò la tela al focolare, ed il pittore allo sciamano. Questo connubio trasmetterà ai futuri dipinti tutta la sua più intima interiorità, grazie appunto ad una accurata e spirituale evasione dalla realtà. Questa attività spontanea del pittore, è denominata dripping. Il pittore lascia gocciolare il colore sulle tele, spesso semplicemente danzandoci intorno, facendo cadere il colore dove il subconscio mentale vuole. In questo modo la parte inconscia della psiche si imprime sulla tela. Nei dipinti di Jackson Pollok possiamo spesso trovare anche mozziconi di sigarette. Quando creava i suoi dipinti, permetteva a sé stesso di cadere in uno stato di trance nel quale nessun atto conscio doveva manifestarsi; così se aveva l’impulso istintivo di gettare la sigaretta a terra, lo faceva, sia che davanti ai suoi piedi ci fosse un marciapiede, sia anche una tela. L’action painting in definitiva funziona quando l’artista entra in contatto con la tela mediante un processo involontario.

74794294_10216907399150684_6506415926299066368_o

L’io dell’artista va a riversarsi completamente sopra il quadro, ed è il quadro stesso che comanda, come il fuoco in un rito sciamanico.

L’action painting in conclusione non mostra né esprime una realtà oggettiva o soggettiva, ma libera una tensione che in grande quantità si è accumulata nell’artista. È azione non ideata e non progettata nei modi di esecuzione e negli effetti finali. Essa esprime il malessere dell’artista in una società del benessere dove tutto è progettato; è una reazione violenta dell’artista-intellettuale contro l’artista-tecnico.

“Quando sono “dentro” i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di “presa di coscienza” mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti o di rovinare l’immagine, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco solo di farla uscire”. 

PennaBiroPennaRelloAcquaRello

Una raccolta di schizzi e schegge impazzite, talvolta acquarellate.

Fosfene Insinuante #Paratissima9 – Torino

fosfeneinsinuantedef

“La passione precipita nel colore, quando chiudo gli occhi per un lungo istante e faccio a meno di loro. Allora mi appaiono i pallini colorati: il mio mondo si ovatta e cambia, sono finalmente al sicuro.

Varco quella soglia, le mie orecchie ascoltano ma i miei occhi non vedono altro che il buio.

Il mio corpo subisce e non capisce, si adatta con grande dedizione a questo lieve inganno.

Il tatto ti segue ma non sente, immagina. Il naso annusa, e così di nuovo perdo i sensi tra gli odori.

Al buio, nel nero senza luce, l’occhio in nudità vede solo quello che deve realmente vedere: migliaia di colori puntiformi che, come una nuova insinuante emozione, prendono vita, entrano e scendono dentro di me.

E’ in quel momento che ci sono davvero, senza mentire, nella semplicità della mia condizione”.

____

Il fosfene è quel fenomeno ottico che dà la sensazione di vedere puntini colorati, lampi di luce, scie colorate o scintille anche quando si hanno gli occhi chiusi e nessuno stimolo luminoso arriva al cervello.

Si manifesta quando ci si strofina gli occhi o quando li si strizza molto forte e più intensa è la stimolazione, più fosfeni si vedono.

Luci dal di dentro, i fosfeni sono un fenomeno entopico: la loro origine è interna all’occhio stesso. I fosfeni, pertanto, sono il frutto immaginario di un inganno attuato dalla retina ai danni del cervello.

FOSFENE INSINUANTE

di gianluca ᚗ pontalto

2 tele x 1mt x 1mt, acrilico su tela – Paratissima – torino novembre 2013

“Fosfene Insinuante” per Paratissima 2013: l’inganno della retina al cervello

“Fosfene Insinuante” è l’opera di Gianluca Pontalto che verrà presentata a Paratissima, a partire dal 6 novembre 2013 alle ore 18, ed esposta sino a domenica 10 novembre, presso le arcate del MOI – ex Magazzini Generali di Via Giordano Bruno 181, a Torino.

fosfene anteprima

Le due grandi tele di 1mt per 1mt, in acrilico Maimeri, sono ispirate al fenomeno dei fosfeni, perchè da questa visione ha preso vita l’idea dell’opera e del confronto empirico tra esperienza e sensazione fisica. Umore e odore contro luce e colori, obbedienza al buio in opposizione alla nudità del sentire dell’anima.

Il fosfene è quel fenomeno ottico che dà la sensazione di vedere puntini colorati, lampi di luce, scie colorate o scintille anche quando si hanno gli occhi chiusi e nessuno stimolo luminoso arriva al cervello.

Si manifesta quando ci si strofina gli occhi o quando li si strizza molto forte e più intensa è la stimolazione, più fosfeni si vedono.

Luci dal di dentro, i fosfeni sono un fenomeno entopico: la loro origine è interna all’occhio stesso. I fosfeni, pertanto, sono il frutto immaginario di un inganno attuato dalla retina ai danni del cervello.

Nell’immagine un ritaglio in anteprima dell’opera.

Pontalto a Paratissima 2013

paratissima1Nel 2013, dal 6 al 10 novembre, si svolgerà la nona edizione di Paratissima – PIX, che per il secondo anno avrà come scenario le arcate dell’ex-MOI (Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso), in Borgo Filadelfia. Gianluca Pontalto parteciperà con due opere inedite di 1mtx1mt in esposizione al MOI.

Nata come manifestazione off di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea, Paratissima è diventata in pochi anni uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico a livello nazionale.

Le esposizioni degli artisti, le mostre e le performance sono sempre realizzate per aumentare l’interazione con il territorio e con la società, mettendo in mostra un’ulteriore peculiarità di Paratissima.

Il tutto è possibile grazie alla creazione di un ambiente informale e altamente open-mind nei confronti dei progetti rivolti alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme artistiche e socio-culturali. Continua a leggere

I Love Battiato – Gianluca Pontalto

COMUNICATO STAMPA

test-battiato-color1

“I LOVE BATTIATO”

Dell’ascoltare le canzoni del Maestro in spiaggia

romanzo di Gianluca Pontalto

Libello ambientato tra le canzoni di Franco Battiato,

da “L’Era del Cinghiale Bianco” ad “Apriti Sesamo”, passando per Tozeur

 

Su Amazon.it, in piattaforma Kindle o formato brossura, dal 22 ottobre 2012

___________

I Love Battiato, di Gianluca Pontalto:

“Ho cominciato a scrivere un libro stando sdraiato sulla Solitary Beach”

Torino – 22 ottobre 2012  – “Mi sono particolarmente divertito a far muovere personaggi ed ambientare scenari all’interno del mondo delle canzoni di Franco Battiato: ero su una spiaggia solitaria con le cuffiette e, come una improvvisa rivelazione, ho provato il desiderio di scrivere una storia tra gli aminoacidi e i sistemi solari di battiatesca memoria!” – così Gianluca Pontalto, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “I Love Battiato – Dell’ascoltare le canzoni del Maestro in spiaggia”.

“Una storia semplice ma un po’ strampalata –ha continuato l’autore-  una sorta di flusso di coscienza del personaggio principale, che affronta la morte, i pensieri connessi alla separazione dal mondo reale e ciò che può accadere all’indomani della propria dipartita. Il tutto, ovviamente, con Battiato in sottofondo ma non solo: in certe occasioni, sono le canzoni stesse a suggerire ai personaggi quali scelte compiere, come in una sorta visione preordinata” Continua a leggere